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Non è più vera quella primavera che...


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Sembra che io stia per ottenere una promozione. Dall'anno prossimo sarò Senior teaching assistant. Certi giorni penso di essere sprecata nel lavoro che faccio e che alla fine eccellerei in qualsiasi altro job come clerk. Detto in inglese fa figo, ma in italiano sarebbe impiegato. Il problema è iniziare a cercare, cercare, far colloqui e lasciare un posto che tutto sommato amo e un ambiente in cui mi riesco a muovere discretamente bene. Ricominciare da zero. E' che quello che penso più spesso è allo spreco. Forse non dipende tanto dal lavoro. E' che questa relazione che non decolla non fa altro che farmi pensare che è uno spreco. Tutto questo amore in potenza che non vuole diventare atto. Come se fosse necessario convincere l'altro che oggi è solo il giorno prima della felicità. Deve essere la stessa sensazione di paura un attimo prima di lanciarsi con il paracadute. E' spostarsi di un millimetro al giorno e sai che l'orizzonte è là e sembra non arrivare mai. Sapere di aver cambiato la vita di una persona, di essere stata la prima persona per tante cose, di avergli stravolto la vita, di averlo visto cambiare, eppure non basta. Ho amiche che mi direbbero con del sano cinismo che laveritàèchenonglipiaciabbastanza, anche se mi verrebbe di raccontarlo, di spiegargli quanto sia difficile per lui, di come la nostra non sia amicizia. E non so se sia solo un racconto fatto a me perché così la storia sembra avere un lieto fine, oppure ma come posso dare l'anima e riuscire a credere che tutto sia più o meno facile quando è impossibile? Volevo essere più forte di ogni sua perplessità, ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sa darmi è un amore di plastica.

Dell'amore e di altri malanni


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Non mi ricordo più cosa significa essere innamorati. Non credo che esista una definizione precisa di amore, una efficiente bullet list da spuntare per capire se si hanno tutti i sintomi dell'innamoramento. Sono stata in una relazione di lunghissimo termine e tutto sommato mi sembrava che fosse più o meno tutto questo, l'amore, non doversi presentare, spiegare troppo e fa niente se l'immagine che si era data era passata ed ormai si è totalmente cambiati. 
Poi sono arrivate le farfalle e il tavolo è stato rovesciato, come dicono da queste parti.
Cosa ti fa dire di essere innamorato? Pensare una persona un tot numero di ore, desiderare di trascorrere più tempo possibile con lei, immaginarsi insieme, un legame speciale, cosa fa dirti di essere innamorati?
Ho un formicolio al braccio sinistro, mi sta per venire un infarto. Ho improvvisamente difficoltà a parlare, forse è un ictus. Mi fa male il cuore, forse è amore?

Man of the hour


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Ieri me ne sono andata da casa convinta di aver rotto la doccia. La lavatrice era invece chiusa con lo stesso bucato da due giorni. Ho lasciato messaggi per i miei coinquilini che hanno orari da fuso  neozelandese. Ho deciso di fuggirmene perche' mi scocciavo dover avvisarli tutti. Ieri c'era il sole e sembrava primavera inoltrata. Ho messo i sandali e mi sono resa conto che e' la prima volta che li metto cosi' tardi, ma vivo anche ad un'altra latitudine. Ho camminato e preso il sole, parecchio, a dire il vero, e oggi ho una vistosa scottatura da maglietta. Ho passato la giornata in ottima compagnia, senza pensare troppo, senza lavorare, senza curarmi di niente, cucinando per belle persone. Ho fatto i conti con lo zeroventicinque c'e' nella mia vita e i conti vanno sempre con liabilities maggiori degli assets. In accounting, il balance sheet e' sempre in pareggio, c'e' un magheggio che fa in modo che, anche se le passivita' sono maggiori delle attivita', tutto si riequilibri. Se si leggono i due numeri alla fine del bilancio sono sempre esattamente identici, salvo poi rileggere tutte le voci e rendersi conto che c'e' un buco. Ed e' cosi' con zeroventicinque, una specie di pareggio fittizio, dove il buco e' sempre dalla sua parte e la correzione tocca sempre a me. 
Questo rientra un po' nell'essere expat. Il mondo in cui lavori diventa il tuo tempo libero, i colleghi diventano i tuoi amici, qualcuno la tua famiglia. E' un sistema abbastanza chiuso, perche' giri e ti trovi sempre tra le stesse persone e il sistema non e' necessariamente quello che sceglieresti come first best. 
Mia sorella ha trovato casa, nel mio paese, ed e' brutto non essere li'. E' brutto fare parte della vita di persone che poi tutto sommato non avresti mai scelto e non fare piu' parte della quotidianita' delle persone che ami.
Sono tornata a casa e c'era odore di erba, i miei flatmates inglese e irlandese avevano ospiti. La lavatrice era ancora ko e oggi portero' il mio bucato da un'amica. Fa ancora caldo, ho dormito male. E' lunedi'.


Cent'anni di gratitudine


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La posto in spagnolo, perché la ragione per cui ho imparato questa lingua è stata per i suoi libri.

"Si por un instante Dios se olvidara de que soy una marioneta de trapo y me regalara un trozo de vida, posiblemente no diría todo lo que pienso, pero en definitiva pensaría todo lo que digo.
Daría valor a las cosas, no por lo que valen, sino por lo que significan.
Dormiría poco, soñaría más, entiendo que por cada minuto que cerramos los ojos, perdemos sesenta segundos de luz.
Andaría cuando los demás se detienen, despertaría cuando los demás duermen.
Escucharía cuando los demás hablan, y cómo disfrutaría de un buen helado de chocolate!
Si Dios me obsequiara un trozo de vida, vestiría sencillo, me tiraría de bruces al sol, dejando descubierto, no solamente mi cuerpo sino mi alma.
Dios mío, si yo tuviera un corazón, escribiría mi odio sobre el hielo, y esperaría a que saliera el sol.
Pintaría con un sueño de Van Gogh sobre las estrellas un poema de Benedetti, y una canción de Serrat sería la serenata que les ofrecería a la luna.
Regaría con mis lágrimas las rosas, para sentir el dolor de sus espinas, y el encarnado beso de sus pétalos...
Dios mío, si yo tuviera un trozo de vida...
No dejaría pasar un solo día sin decirle a la gente que quiero, que la quiero.
Convencería a cada mujer u hombre de que son mis favoritos y viviría enamorado del amor.
A los hombres les probaría cuán equivocados están al pensar que dejan de enamorarse cuando envejecen, sin saber que envejecen cuando dejan de enamorarse!
A un niño le daría alas, pero le dejaría que él solo aprendiese a volar.
A los viejos les enseñaría que la muerte no llega con la vejez, sino con el olvido.
Tantas cosas he aprendido de ustedes, los hombres...
He aprendido que todo el mundo quiere vivir en la cima de la montaña, sin saber que la verdadera felicidad está en la forma de subir la escarpada.
He aprendido que cuando un recién nacido aprieta con su pequeño puño, por vez primera, el dedo de su padre, lo tiene atrapado por siempre.
He aprendido que un hombre sólo tiene derecho a mirar a otro hacia abajo, cuando ha de ayudarle a levantarse.
Son tantas cosas las que he podido aprender de
ustedes, pero realmente de mucho no habrán de servir, porque cuando me guarden dentro de esa maleta, infelizmente me estaré muriendo."

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Everlasting growth


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Sono andata dal dentista. Sono tornata in Italia e ho voluto fare una pulizia dei denti dopo non so quanto tempo. In realtà ci avevo già pensato a dicembre, ma se il tuo dottore lavora due giorni alla settimana e in quei due giorni cadono le feste comandate, farsi visitare diventa complicato. 
Non mi ha trovato carie, ma ha scoperto che i miei molari del giudizio non smettono di crescere. La storia è che ho i denti del giudizio solo nell'arcata superiore, nell'inferiore non esistono e a detta del dentista  devo ringraziare l'evoluzione. Il problema è che i denti crescono continuamente e se non ci fossero "gli antagonisti" non smetterebbero davvero mai. I miei molari del giudizio non hanno antagonisti, c'è la gengiva che, poverina, prima o poi comincerà a soffrire. Io non ci avevo mai fatto caso, eppure sono davvero leggermente più lunghi degli altri molari. Prima o poi dovrò toglierli e tutto questo è abbastanza ironico, perché io ai denti ci sono stata sempre molto attenta e non ho mai avuto problemi. Inoltre ho smesso di crescere a 12 anni e ho sempre desiderato avere quei 10, 15 centimetri in più che avrebbero fatto la differenza. L'unica parte ossea che invece continua a crescere sono i molari del giudizio. 
Troppo giudizio, senza nessun antagonista. 


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Sono in un ufficio all'ultimo piano del palazzo in cui lavoro. Correggo compiti. Ancora una volta sto per ricominciare di nuovo. DEvo trovare un nuovo posto dove vivere. Ho tra le mani un premio in soldi come best teaching assistant, un quasi certo contratto di due anni persso questa Universita' e tutto quello che vorrei e' che si aprisse questa porta, che pero' so non si aprira' mai.

I still haven't found what I'm looking for...


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Fuoco, fuochino, acqua.




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Ad alcuni di noi sono stati assegnati dei Visiting Professors, cioe' dei tipi, chi piu' e chi meno, cool che lavorano alla City e nel poco tempo libero che hanno si divertono ad insegnare. Sono convinta che per loro sia decisamente conveniente avere un piede nell'Universita', perche' se le cose si mettono male in finanza, hanno sempre le spalle coperte.
Uno dei nostri compiti, da come si e' capito in altri post, e' rendere la vita di questi visitors piu' facile possibile, d'altre parte loro non sono qui tutti i giorni e non sanno come funziona la struttura. In questo lavoro sono stata molto brava il primo semestre, tanto da meritarmi, per il prossimo incarico, di fare da cuscinetto tra gli altri TAs e i visiting professors. Oggi parlavo con un ta che deve occuparsi del mid-term exam e lui mi fa "io non gli dico [al visiting professor, nda] che me ne occupo io, anche perche' se va male qualcosa io sono responsabile".
A me, questo tipo di discorso, fa proprio vomitare. Alla fine dovra' comunque occuparsene, tanto vale che tu lo dica e ti sbrighi da solo, in maniera tale da controllare che tutto vada per il verso giusto, anche perche' se qualcosa va male non sara' sicuramente il visitor a risolvere, ma dovrai vedertela da solo. 
Il lavoro e' fatto di responsabilita', non puoi aspettare sempre che qualcuno risolva i tuoi problemi o fuggire quando le acque cominciano ad agitarsi.

"I make the same mistakes, feels like I never learn. Always give way too much,for little in return"


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Sono sicura di averlo scritto da qualche altra parte, che io solo il Superenalotto non indovino. Gli esseri umani sono piuttosto prevedibili e se riesci a raccogliere un po' di dati (vale a dire frequentarli), non e' complicato costruire dei bei modelli robusti in grado di prevedere possibili realizzazioni. Una volta mi dissero che mi ero sbagliata, nel mio forecast, e in effetti un errore l'avevo fatto, ma non era nel risultato piuttosto nella tempistica. Sul lungo periodo non mi sbaglio mai. Un po' mi dispiace dover sempre ammettere che ho  sempre ragione, soprattutto perche' le mie previsioni sono piuttosto pessimistiche e non danno molta fiducia nell'individuo umano. 
L'altra sera parlavo con una mia amica ed e' venuto fuori un concetto molto economico: la teoria del "second best", che sarebbe la teoria secondo la quale, quando qualche condizione di ottimalita' non puo' essere soddisfatta, ci si e' spinti a raggiungere un altro punto di ottimo. Diciamo accontentarsi:  "good, but not as we could have". E lei mi diceva che dovevo applicare questa teoria, lasciando da parte il first best, perche' e' importante fare un poco di pratica. Io penso che e' tutta la vita che vivo di second best, convinta che le mie condizioni ottimani non siano mai raggiungibili. Se non e' first best, no thanks.

Abbastanza senza senso, questo post. Oggi e' Blue Monday. Sopravviveremo.


Il mio corpo che cambia...


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Avevo in testa di cucinarmi uno spaghetto ai frutti di mare da almeno una settimana. Quale giorno migliore se non il primo in cui sono rimasta sola a casa mentre i miei due coinquilini ripartivano per l'Italia? Ho goduto di quel piatto che non odorava davvero di mare, ma era qualcosa che lo ricordava e neanche troppo lontanamente. 
Ieri ho avuto una reazione allergica. E il mio corpo cambiava e sentivo che c'era qualcosa che non andava. Ho rassicurato le persone che non avrebbero dovuto preoccuparsi e ho fatto il numero di un amico per chiedergli di accompagnarmi al pronto soccorso. Avevo visto il mio corpo invaso da macchie rosse e pruriginose, sempre più aggressive. 
Sono in terra straniera. La lingua dei medici non è la mia lingua. Le regole degli ospedali non sono le mie regole. Ho telefonato alla mia supervisor e il cellulare era spento, avevo altri numeri in rubrica, ma per fortuna il secondo della lista si è precipitato. Sarei andata da sola, ma quando ho visto la mia schiena e la mia faccia cambiare colore ho avuto paura e ho pensato che avevo bisogno di qualcuno, di qualcuno che parlasse la mia lingua,  che sapesse chi sono e potesse aiutarmi giusto in caso.
E' andato tutto bene e sto prendendo i primi antistaminici della mia vita. Non so se davvero siano stati i frutti di mare a farmi male o una serie di sfortunate coincidenze che hanno fatto esplodere la reazione. C'è il fatto che il mio corpo adesso è continuamente esposto ad agenti diversi. Ed è vero che l'Inghilterra è un Paese sviluppato, ma c'è una quantità impressionante di persone da tutte le parti del mondo e ci sono cibi e cose che non ho mai provato. E a cui devo abituarmi. La mia orticaria come la più tipica delle diarree del viaggiatore.
Il Sistema Sanitario Nazionale Inglese mi ha permesso di essere visitata e curata gratuitamente e mi hanno dato anche le medicine di cui ho bisogno. 
Stamattina sono andata a prendere appuntamento per farmi registrare come nuova paziente nella clinica dei GP della mia zona. Non ho mai avuto bisogno del medico generico in Italia, ho sempre goduto di una salute resistente e figuriamoci che potevo saperne di allergie. Ma il corpo cambia e bisogna ascoltarlo. 

Oggi quando sono uscita dall'Università c'era stato un incidente ed un ciclista è morto. La zona era stata transennata e il corpo coperto, ma lo zaino nero e la bicicletta accartocciata erano ben visibili.

Poteva venirmi uno shock anafilattico e non avere il tempo di chiamare nessuno. Potevo passare la serata da sola nella waiting room di un ospedale pulito e con le sedie e qualche parete di un delizioso verde lime. Poteva non succedermi niente. Potevano accadere tante cose, ma io adesso ho la mia bella tazza di tea, i minimuffins, la casa tutta per me, la musica e il caldo del mio salotto e la mia pelle del mio bianco naturale.

Per qualcuno  da oggi, quel punto di Mile End, esattamente fuori alla facoltà di Ingegneria, rimarrà per sempre il luogo dove ha perso una persona cara. Io mi ricorderò, in quel punto, del giorno in cui sono guarita da una reazione allergica e posso stare qui a scriverne. We are so breakable.

"Perché voi siete di quelli che non hanno Paura"


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I giorni prendono forma piano piano, anche il tempo corre velocissimo. Questa è la fine della mia terza settimana qui a Londra. Sto cominciando a non perdermi più e a fare a meno della mappa della tube, ma benedetto chi ha inventato Google Maps e gli smartphone!Cammino tanto perché all'inizio di questa settimana abbiamo avuto la pessima notizia che la trattativa per la casa per cui avevamo firmato il pre-contratto è sfumata. Ci siamo ritrovati nuovamente in mezzo a Gumtree, Spareroom e Easyroomate. Un incubo di telefonate, spelling e appuntamenti saltati perché non si sa per quale fenomeno spazio-temporale le stanze andavano via. Gente che voleva piazzarti cessi. Giovani, persino italiani, che provano a convincerti che l'assenza del soggiorno e di un tavolo in cucina in una casa è il "London style", si mangia in camera. Ma anche no. Domani mattina c'è di nuovo il terrore di un buco nell'acqua. Magari la prossima volta che scriverò un post sarà altrove e non diciamo più niente.

In questi giorni a Lampedusa è successa una cosa molto brutta e mi è arrivata solo l'eco di certe idiozie che hanno detto in Italia. Mi sono chiesta cosa accomuna me e una qualsiasi delle persone che sono affogate e che forse non si troveranno mai più, inghiottite dal mare. Tante speranze, poche o nessuna alternativa nel Paese di partenza e alla partenza. 
Sostanzialmente la differenza sono i soldi, l'essere nata quegli X chilometri più a Nord, il mio biglietto Easyjet, i trasferimenti monetari dei miei genitori in caso di necessità, Skype, un contratto che mi aspettava, uno forse rinnovato, la possibilità di scegliere, anche se ho avuto e sto avendo tante difficoltà.
E' inutile fare i politically correct: la vera differenza la fanno i soldi, perché loro  probabilmente sono, erano, più forti fisicamente e psicologicamente di me, forse più preparati, laureati, speranzosi, innamorati, desiderosi di dare una svolta alla loro vita anche più di me, perché io un posto per tornare ce l'ho e loro invece no. Sono emigrata per scelta, nonostante tutto, mentre loro chissà se l'avrebbero fatto se avvessero potuto scegliere. 

Si possono sprecare tante parole: essere emigranti non è facile, a partire da una lingua che ti impedirà sempre di capire e comunicare al 100%, e chi parte non torna mai come era all'inizio.
Io ho sul mio desktop la foto pubblicata qui sotto. Ho un biglietto aereo prenotato per il 17 dicembre per passare Natale con chi amo. 

Loro non arriveranno mai, non torneranno mai.



"Se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale."


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Nel supermercato più grande della mia zona, al reparto Gastronomia (quello dei prosciutti e dei formaggi, per intenderci), da un po' di tempo lavora un ragazzo che conosco da anni, ma che non vedevo da molto. Alle scuole medie era stato con la mia migliore amica del tempo, nonostante avesse due anni meno di noi. Io ero l'amica spalla/confidente che andava d'accordo con i fidanzati e non ero un pericolo per la gelosia.
Poi gli anni passano, le storielle finiscono e le persone cominciano a non salutarti più, come se lo sviluppo ti avesse reso irriconoscibile; in realtà conosci nome e cognome e il paese è piccolo, non esiste l'amnesia da età adulta.

Oggi sono andata a fare la spesa lì con mia mamma e, come al solito, ho fatto la fila alla gastronomia. Il ragazzo di cui sopra ha servito due persone prima di me e poi ha smesso. Io ero rimasta l'unica cliente, gli altri commessi erano impegnati in altri lavori e lui cazzeggiava allegramente passandomi davanti. Si è pure fermato a chiedermi se avessi ordinato e io gli ho risposto di no e lui se n'è andato a chiacchierare sull'uscio del retrobottega, mentre io lo vedevo benissimo. Poi è venuto vicino al bancone e si è messo a giocherellare con la fede vicino alla bilancia guardandomi e senza chiedermi cosa desiderassi. Ero sempre l'unica vicino ai dieci metri di bancone. L'unica cliente.
C'è stato un momento in cui ho pensato di girare i tacchi e andarmene, ma poi ho pensato che avevo di fronte a me un deficiente e così mi sono messa a braccia conserte, testa alta e in attesa. E' uscito un altro commesso che mi ha servita, mentre lui ha spicciato un'altra signora dopo di me. 

Un po' di tempo fa mi sarei sentita in imbarazzo, sarei arrossita variando dal rosso al violetto, mi sarei calimerizzata, sentendomi piccola e nera, sarei scappata e avrei evitato di mettere piede nel supermercato nei secoli a venire. 
Invece mi sono detta: " guarda chi hai davanti: uno che a 24 anni e ha messo incinta la ragazza di 30 che ha pure sposato, ha messo la panza sotto il camice da lavoro, fa il commesso in un supermercato e non ha niente altro da pensare di farti lo sgarbo di non servirti un paio di etti di salame e mortadella, facendoti aspettare, senza nessun motivo a te conosciuto se non quello di mettersi al di sopra di te perché ha il potere di controllare la bilancia e il bancone dei salumi.  Ma chi lo conosce? Tu hai due lauree, un master e un posto di lavoro che ti aspetta in Albione, ma soprattutto non ti sei mai sentita superiore a nessuno, anche quando avresti potuto e dovuto. Non sei certamente tu quella che ha un problema serio".

In macchina ho ascoltato questa canzone di Jovanotti.


"Vedo nuvole in viaggio
che hanno la forma delle cose che cambiano,
mi viene un po' di coraggio 
se penso poi che le cose non rimangono mai
come sono agli inizi
2013 un nuovo solstizio,
se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale."

My favourite game


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In principio fu Windows Messenger, MSN per gli amici, e i blog che dava la possibilità di aprire. Era il 2005 e venivo fuori da un'estate lunga e anche abbastanza difficile. Dopo un annetto le limitazioni della piattaforma mi fecero migrare verso Splinder e lì sono rimasta per parecchio. Avevo salvato i post sul Live Blog, ma non ricordo più né password, né come si faceva a recuperarli, intanto anche MSN è andato in pensione. Su Splinder avevo lettori e leggevo parecchi blog, fin quando ho smesso di scrivere con assiduità. Sapevo chi leggeva il mio blog e se si spezza la protezione dell'anonimato finisce sempre che ogni post venga filtrato e non sia più così "sincero". Ho avuto una breve parentesi su Wordpress, in un momento in cui c'era del malessere difficilmente condivisibile e l'unica soluzione mi sembrava lamentarsi in codice binario senza che nessuno lo sapesse. Qui su Blogspot ci sono arrivata per l'Università e si può leggere dal primo post.
Tutto questo perché da quando Splinder ha chiuso ho fatto migrare il vecchio blog sulla piattaforma di Iobloggo e adesso non riesco più ad accedervi. Anche ricordando le password, mi dà che sono incorrette e la procedura di recupero non mi invia la mail.
Fa uno strano effetto perché lì ci sono circa 5 anni di post. Già molti link erano andati persi nel passaggio e chissà se adesso riesco a recuperare tutto. 
Pensavo mi sarebbe dispiaciuto di più.

What women want...


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Oggi pomeriggio ero da H&M in fila con mia sorella per pagare un paio di magliette e dei calzini. Dietro di noi c'erano queste due belle ragazze bionde e vestite "shabby chic", mi ricordavano certe mancuniane incontrate quest'estate, mi piaceva lo stile di una di loro che aveva pure un bel paio di occhiali. Ho pensato che dovevano avere la mia età, o forse anche più giovani, ma sembrano sicuramente più donne di me che avevo jeans, sneakers e giacchetta, un po' di stanchezza e zero trucco. Le ascoltiamo mentre la commessa ci spiccia. Una dice all'altra che le piacerebbe fare la commessa da H&M, l'altra ha risposto che preferirebbe lavorare da Zara perché lì le commesse hanno "quelle belle divise e quelle belle scarpe". La prima ha chiuso la conversazione affermando "speriamo di non dover lavorare mai". Io e mia sorella ci siamo guardate e abbiamo pensato la stessa cosa. 

Probabilmente trovarmi un lavoro non sarà facile, Madre Natura mi ha fatta ragazza zippata e su questo non ho mai potuto contare, ma meglio così. Davvero, è meglio così se l'alternativa deve essere questa.


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Promemoria di breve periodo: sopravvivere ai prossimi sei giorni.

La sera...


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"La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno. Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen." (Alessandro Baricco)

Frase da ricordare alla fine di una giornata di merda. Anche se questa giornata finisce domani.

The big chill..


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It happens every time I go back home after many days. I usually meet a good ol' friend of mine and he tells me a story. And most of the time it's a very sad story. It happened again this morning. I met a good ol' friends of mine and he told me that a guy, who we know quite well,  had a psychotic breakdown. He spent ten days in a psychiatric hospital and now he's taking strong drugs. He's only 20. At 20 you should be positive and think about love, future, your fun-filled life. You should not struggle with demons inside your head. He was a so intelligent guy and now we can just imagine how fragile is still. How is it possible? Why? All this stuff might you think back about a lot of things. It's better going out tonight.