Quando hai due case, vivi in due posti, partire è sempre complesso. Ho lasciato Londra e, forse, l'inizio di qualcosa o almeno la fine di un periodo davvero bello. Non volevo tornare, ma rimanere non avrebbe cambiato il fatto che saremmo tutti tornati alle nostre home-towns e allora il filo comunque si spezza. Adesso che sto qui e domani ritorno ad Albione la storia è diversa. Prima lo sbattimento per arrivarci, poi la fine di un periodo di rilassamento in cui è oggettivamente godurioso non dover pensare a niente a farsi coccolare. Certo, ho cominciato ad anticiparmi del lavoro, ma solo perché l'inattività mi uccide. Non riuscirei comunque a rimanere per più tempo qui. Parto dalla capitale in un viaggio lungo che sarà sicuramente sudato. Lì mi aspettano due amiche, il mio lavoro, la promozione e tanti cambiamenti. Forse zeroventicinque che diventa 0qualcosa o chissà. E' come quando guidi è vedi un dosso artificiale, è lì, rallenti, lo raggiungi, lo salti e poi continui. Ogni volta che devo chiudere la valigia, salire in aereo e riaprirla è come quel dosso, a separare due tratti di strada.
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Non mi ricordo più cosa significa essere innamorati. Non credo che esista una definizione precisa di amore, una efficiente bullet list da spuntare per capire se si hanno tutti i sintomi dell'innamoramento. Sono stata in una relazione di lunghissimo termine e tutto sommato mi sembrava che fosse più o meno tutto questo, l'amore, non doversi presentare, spiegare troppo e fa niente se l'immagine che si era data era passata ed ormai si è totalmente cambiati.
Poi sono arrivate le farfalle e il tavolo è stato rovesciato, come dicono da queste parti.
Cosa ti fa dire di essere innamorato? Pensare una persona un tot numero di ore, desiderare di trascorrere più tempo possibile con lei, immaginarsi insieme, un legame speciale, cosa fa dirti di essere innamorati?
Ho un formicolio al braccio sinistro, mi sta per venire un infarto. Ho improvvisamente difficoltà a parlare, forse è un ictus. Mi fa male il cuore, forse è amore?
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Stasera si è finiti a parlare con due ragazzi del Nord Italia della mia città. Ho fatto vedere foto su Instagram di meraviglie di cibo e paesaggi e vita cheap da respirare a pieni polmoni. Più ne parli e più ti viene nostalgia, anche se poi non è una vera è propria nostalgia, è più una specie di amarezza figlia dell'impossibilità di poter vivere in una città che ti ha regalato migliaia di ricordi e che ti toglie ogni volta il fiato, ma ti fa anche paura e ti ha insegnato a guardarti le spalle e ad affrontare ogni giorno pronta ad ogni evenienza.
Magari è colpa della mia natura mista, cresciuta in paese, grande nella città, trasferita in una metropoli. Famiglia è il paese, casa è la città, presente e prossimo futuro è la metropoli. Radici in nessun luogo.