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Non è più vera quella primavera che...


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Sembra che io stia per ottenere una promozione. Dall'anno prossimo sarò Senior teaching assistant. Certi giorni penso di essere sprecata nel lavoro che faccio e che alla fine eccellerei in qualsiasi altro job come clerk. Detto in inglese fa figo, ma in italiano sarebbe impiegato. Il problema è iniziare a cercare, cercare, far colloqui e lasciare un posto che tutto sommato amo e un ambiente in cui mi riesco a muovere discretamente bene. Ricominciare da zero. E' che quello che penso più spesso è allo spreco. Forse non dipende tanto dal lavoro. E' che questa relazione che non decolla non fa altro che farmi pensare che è uno spreco. Tutto questo amore in potenza che non vuole diventare atto. Come se fosse necessario convincere l'altro che oggi è solo il giorno prima della felicità. Deve essere la stessa sensazione di paura un attimo prima di lanciarsi con il paracadute. E' spostarsi di un millimetro al giorno e sai che l'orizzonte è là e sembra non arrivare mai. Sapere di aver cambiato la vita di una persona, di essere stata la prima persona per tante cose, di avergli stravolto la vita, di averlo visto cambiare, eppure non basta. Ho amiche che mi direbbero con del sano cinismo che laveritàèchenonglipiaciabbastanza, anche se mi verrebbe di raccontarlo, di spiegargli quanto sia difficile per lui, di come la nostra non sia amicizia. E non so se sia solo un racconto fatto a me perché così la storia sembra avere un lieto fine, oppure ma come posso dare l'anima e riuscire a credere che tutto sia più o meno facile quando è impossibile? Volevo essere più forte di ogni sua perplessità, ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sa darmi è un amore di plastica.

Man of the hour


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Ieri me ne sono andata da casa convinta di aver rotto la doccia. La lavatrice era invece chiusa con lo stesso bucato da due giorni. Ho lasciato messaggi per i miei coinquilini che hanno orari da fuso  neozelandese. Ho deciso di fuggirmene perche' mi scocciavo dover avvisarli tutti. Ieri c'era il sole e sembrava primavera inoltrata. Ho messo i sandali e mi sono resa conto che e' la prima volta che li metto cosi' tardi, ma vivo anche ad un'altra latitudine. Ho camminato e preso il sole, parecchio, a dire il vero, e oggi ho una vistosa scottatura da maglietta. Ho passato la giornata in ottima compagnia, senza pensare troppo, senza lavorare, senza curarmi di niente, cucinando per belle persone. Ho fatto i conti con lo zeroventicinque c'e' nella mia vita e i conti vanno sempre con liabilities maggiori degli assets. In accounting, il balance sheet e' sempre in pareggio, c'e' un magheggio che fa in modo che, anche se le passivita' sono maggiori delle attivita', tutto si riequilibri. Se si leggono i due numeri alla fine del bilancio sono sempre esattamente identici, salvo poi rileggere tutte le voci e rendersi conto che c'e' un buco. Ed e' cosi' con zeroventicinque, una specie di pareggio fittizio, dove il buco e' sempre dalla sua parte e la correzione tocca sempre a me. 
Questo rientra un po' nell'essere expat. Il mondo in cui lavori diventa il tuo tempo libero, i colleghi diventano i tuoi amici, qualcuno la tua famiglia. E' un sistema abbastanza chiuso, perche' giri e ti trovi sempre tra le stesse persone e il sistema non e' necessariamente quello che sceglieresti come first best. 
Mia sorella ha trovato casa, nel mio paese, ed e' brutto non essere li'. E' brutto fare parte della vita di persone che poi tutto sommato non avresti mai scelto e non fare piu' parte della quotidianita' delle persone che ami.
Sono tornata a casa e c'era odore di erba, i miei flatmates inglese e irlandese avevano ospiti. La lavatrice era ancora ko e oggi portero' il mio bucato da un'amica. Fa ancora caldo, ho dormito male. E' lunedi'.


Vedi cara...


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Vedi cara, è difficile a spiegare, 
è difficile parlare dei fantasmi di una mente. 
Vedi cara, tutto quel che posso dire 
è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. 
Vedi cara, certe volte sono in cielo 
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. 
Vedi cara, è difficile a spiegare, 
è difficile capire se non hai capito già... 

Oggi è un giorno strano. Più che altro è una data particolare. Una data che per molto tempo è stata piena di sogni e desideri, di futuro da costruire. Un anniversario festeggiato che sarebbe diventato per sempre. 

Ogni giorno sono differente, ogni giorno da quasi due anni. E attorno a me le cose cambiano costantemente. Non è sempre semplice, ma c'è movimento e "panta rei" è sempre stata una cosa buona e giusta. 

Vedi cara, certe crisi son soltanto 
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. 
Vedi cara certi giorni sono un anno, 
certe frasi sono un niente che non serve più sentire. 
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi 
son denari che van spesi con dovuta proprietà. 
Vedi cara è difficile a spiegare, 
è difficile capire se non hai capito già... 

Ho avuto per parecchio tempo qualcosa dentro che voleva uscire e se non mi fossi allontanata non sarebbe mai uscita. Le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.

Non capisci quando cerco in una sera 
un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare, 
quando rido senza muovere il mio viso, 
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare, 
quando sogno dietro a frasi di canzoni, 
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà... 
Vedi cara è difficile a spiegare, 
è difficile capire se non hai capito già... 


Dietro a ciò che non sarà. Ci sono giorni che non mi sento per niente pronta. Che ne ho abbastanza delle relazioni, della fatica che c'è dietro ogni rapporto coltivato, di quelli nuovi, così fragili ed incerti.

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato 
che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora, 
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè 
questo tempo dura ancora. 
Non cercare in un viso la ragione, 
in un nome la passione che lontano ora mi fa. 
Vedi cara è difficile a spiegare, 
è difficile capire se non hai capito già... 


Tu sei molto, anche se non sei abbastanza, 
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi, 
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, 
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. 
Io cerco ancora e così non spaventarti 
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua! 
Sii contenta della parte che tu hai, 
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa. 
Cerca dentro per capir quello che sento, 
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà... 
Vedi cara è difficile a spiegare, 
è difficile capire se non hai capito già...

Oggi è un giorno come un altro. Passato in giro e in compagnia. C'è parecchia strada avanti.
Non mi stanco di camminare.

Credits: thanks to Fabrizio De André