Fuoco, fuochino, acqua.
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Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
le porte divelte, le sedie nel canale,
le tende cadute, il letto sradicato,
la tristezza curata come un vaso di fiori.
Con le tue piccole mani di donna laboriosa
ponesti tutte le cose in fila:
lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
al suo posto la vita, al suo posto la stuoia.
Lavasti le pareti con uno straccio bagnato
nella tua chiara allegria, nella tua fresca dolcezza,
collocasti la radio nel luogo appropriato
e pulisti la stanza di sangue e spazzatura.
Ordinasti tutti i libri dispersi
e stendesti il letto nel tuo enorme sguardo,
accendesti le povere lampade spente
e lucidasti i pavimenti di legno consumato.
Fosti d’un tratto enorme, ampia, potente, forte:
sudasti grandi fatiche lavando arnesi vecchi.
Apprendesti che nella mia anima d’avanzo era la morte
e la tirasti all’orto con pezzi di specchio.
Jorge Debravo - Poesia dell'amore inevitabile
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"Coloro che si comprendono rapidamente, si incontreranno facilmente come amici o vecchi conoscenti; si congiungeranno senza modificarsi l'un l'altro, come il vino si mescola con l'acqua. Al contrario, altri si irrigidiranno, estranei, l'uno accanto all'altro, e non si lasceranno congiungere nemmeno se mescolati per mezzo di un meccanico mescolare o strofinare: come l'acqua e l'olio che per quanto agitati insieme, immediatamente si separano
[…]
Quegli elementi che, venendo a contatto l'uno dell'altro, si compenetrano e si determinano reciprocamente, sono quelli che noi chiamiamo affini. Possiamo trovare questa affinità particolarmente negli alcali e negli acidi, i quali, quantunque opposti gli uni agli altri, si cercano nel modo più deciso, si mescolano, si modificano e formano insieme un nuovo elemento. Si pensi alla calce che dimostra una particolare inclinazione, un deciso desiderio di unione verso tutti gli acidi. Appena il nostro laboratorio di chimica sarà pronto, avrete modo di assistere ad alcuni esperimenti che sono di per sé assai interessanti e danno un concetto molto più chiaro di quanto non possono farlo le parole, nomi ed espressioni tecniche".
"Debbo confessarvi", disse Carlotta "che se voi chiamate affini questi curiosi elementi, io mi immagino queste affinità più nello spirito e nell'anima, che nel sangue. In questo modo possono formarsi, fra gli uomini, amicizie veramente grandi, poiché qualità contrastanti facilitano una unione più intima. Per questo desidero attendere per vedere quali misteriose azioni ed effetti mi dimostrerete praticamente". E rivolta ad Edoardo, continuò "Non ti disturberò più nella tua lettura e, assai più informata, ascolterò più attentamente".
"Siccome tu c’hai messo su questa strada" rispose Edoardo "non ti libererai di noi tanto facilmente, poiché i casi più complicati sono quelli che interessano maggiormente. Soltanto essi danno un chiaro concetto del grado delle affinità e delle più vicine, e delle più forti, e delle più lontane, e delle più deboli relazioni: le affinità poi sono veramente interessanti quando provocano separazioni."
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