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Rootless tree


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Stasera si è finiti a parlare con due ragazzi del Nord Italia della mia città. Ho fatto vedere foto su Instagram di meraviglie di cibo e paesaggi e vita cheap da respirare a pieni polmoni. Più ne parli e più ti viene nostalgia, anche se poi non è una vera è propria nostalgia, è più una specie di amarezza figlia dell'impossibilità di poter vivere in una città che ti ha regalato migliaia di ricordi e che ti toglie ogni volta il fiato, ma ti fa anche paura e ti ha insegnato a guardarti le spalle e ad affrontare ogni giorno pronta ad ogni evenienza. 
Magari è colpa della mia natura mista, cresciuta in paese, grande nella città, trasferita in una metropoli. Famiglia è il paese, casa è la città, presente e prossimo futuro è la metropoli. Radici in nessun luogo.

Everlasting growth


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Sono andata dal dentista. Sono tornata in Italia e ho voluto fare una pulizia dei denti dopo non so quanto tempo. In realtà ci avevo già pensato a dicembre, ma se il tuo dottore lavora due giorni alla settimana e in quei due giorni cadono le feste comandate, farsi visitare diventa complicato. 
Non mi ha trovato carie, ma ha scoperto che i miei molari del giudizio non smettono di crescere. La storia è che ho i denti del giudizio solo nell'arcata superiore, nell'inferiore non esistono e a detta del dentista  devo ringraziare l'evoluzione. Il problema è che i denti crescono continuamente e se non ci fossero "gli antagonisti" non smetterebbero davvero mai. I miei molari del giudizio non hanno antagonisti, c'è la gengiva che, poverina, prima o poi comincerà a soffrire. Io non ci avevo mai fatto caso, eppure sono davvero leggermente più lunghi degli altri molari. Prima o poi dovrò toglierli e tutto questo è abbastanza ironico, perché io ai denti ci sono stata sempre molto attenta e non ho mai avuto problemi. Inoltre ho smesso di crescere a 12 anni e ho sempre desiderato avere quei 10, 15 centimetri in più che avrebbero fatto la differenza. L'unica parte ossea che invece continua a crescere sono i molari del giudizio. 
Troppo giudizio, senza nessun antagonista. 

Fog


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Ieri e' stata una giornata davvero particolare. La nebbia e' calata su Londra come non si era vista da parecchio e tutto era grigio. I soliti grattacieli erano nascosti e sembrava un paesaggio nuovo, tutto piu' silenzioso e anche un po' tetro, visto che non si vedeva piu' lontano di 50metri. E' stata una giornata lunga e pesante a lavoro. Ho avuto a che fare un professore che era "such a dick" e sono corsa avanti e indietro nel campus per tutto il pomeriggio. Parecchia fretta per finire le correzioni dei compiti. La mia supervisor si fida di me e sono diventata la sua confidente, il che mi onora ma mi ruba parecchio spazio, tempo e fatica mentale. Ho finito la giornata col mio Boss e ho lasciato l'ufficio quasi alle 22. The Cooperative stava per chiudere e cosi' per la seconda volta in 15gg sono rimasta senza latte. Quando stavo tornando a casa ero un po' triste perche' mi sarebbe piaciuto tornare a casa dove dove qualcuno mi avrebbe abbracciata senza chiedere niente piu' e invece sono tornata a casa e il mio coinquilino, vedendomi seduta sul divano con ancora addosso il giubbino, mi ha chiesto "ma perche' che hai fatto oggi?". E pensare che lavoriamo nello stesso posto. L'altro coinquilino invece voleva che andassi nella sua stanza ad ascoltare il racconto della sua uscita con la prof di cui e' ta. E si', lavoro anche con lui. Non so la gente che pensa, come ragiona. Ero distrutta e se non mi fossi chiusa nella mia camera mi avrebbero ammorbato ancora con le loro cose.