"Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un publico. [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...] E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori." (Milan Kundera)
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So di essere schifosamente brava nel mio lavoro, perché il viziaccio di analizzare e il latente pessimismo mi permettono di evitare e risolvere molti problemi e qua sembrano tutti in attesa di qualcuno in grado di farlo.
Ho passato una vita lavorando come un mulo in un'attività in cui credevo, e nemmeno venivo pagata, e ho mangiato montagne di merda. Credo sia normale che tenda a minimizzare quando mi fanno un complimento per il mio lavoro, è sostanzialmente una novità. E nonostante questo, temo che il pacco sia dietro l'angolo e non sono abbastanza oggettiva da capire se sia una paura infondata o un campanello d'allarme del mio istinto.
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the year of letting go, of understanding loss. grace. of the word ‘no’ and also being able to say ‘you are not kind’. the year of humanity/humility. when the whole world couldn’t get out of bed. everyone i’ve met this year, says the same thing ‘you are so easy to be around, how do you do that?’. the year i broke open and dug out all the rot with own hands. the year i learnt small talk. and how to smile at strangers. the year i understood that i am my best when i reach out and ask ‘do you want to be my friend?’. the year of sugar, everywhere. softness. sweetness. honey honey. the year of being alone, and learning how much i like it. the year of hugging people i don’t know, because i want to know them. the year i made peace and love, right here.
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"Ci sono troppe cose di cui dobbiamo
occuparci ogni giorno, troppe cose nuove da imparare. Nuovi metodi,
nuove nozioni, nuove tecniche, nuove parole... E tuttavia
ci sono esperienze che, per quanto tempo possa passare e per
quante cosa possano accadere nel frattempo, non si riescono
a dimenticare. Ricordi che non si sbiadiscono. Eventi che rimangono
dentro come pietre miliari."
( Murakami Aruki, daKafka sulla Spiaggia)
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